
“Non bisogna essere tristi per il fatto che le opere d’arte sono destinate a scomparire, in seguito alle guerre o alle catastrofi naturali, perché ciò non è sufficiente ad arrestare la creatività degli uomini.” (da “Caducità” di S. Freud)
“For the love of God” è la collezione nata all’interno di un progetto scolastico basato sullo studio di un’etnia contrapposta ad un tema di rottura. La ricerca è cominciata con l’analisi dell’abbigliamento di un antico popolo, gli Ainù, stabilitosi nell’arcipelago giapponese tra il XII e il XI millennio a.C. Abiti dai volumi scultorei e geometrici realizzati con tessuti importanti, superdecorati, dalle stampe regolari e simmetriche che hanno incanalato la ricerca in parallelo verso le opere dell’artista inglese Damien Hirst.
Le grafiche essenziali e simboliche, il concetto della morte estraniata dal suo significato di dolore, il sezionamento degli elementi, la specularità ossessiva, temi ricorrenti nel lavoro di Hirst, rielaborate personalmente per il progetto, diventano pattern modulari da riprodurre sulle stoffe, diventano una maschera che toglie l’identità di fronte alla paura di morire, diventano forme monumentali per gli abiti, quasi delle opere architettoniche, potenti, superiori, che non sembrano potersi sottoporre alla caducità del tempo.













