Presentata in anteprima durante il Salone del Mobile 2010 la famiglia di lampade TOY rappresenta il risultato della collaborazione tra 4P1B Design Studio e Martinelli Luce.
La famiglia TOY è composta da una lampada da tavolo e da una lampada da terra. Entrambe sono a luce indiretta diffusa ed utilizzano sorgenti a led in striscia.
Sulla versione da terra e possibile incastrare, semplicemente per gravità, un piano di appoggio di 50 cm di diametro che la trasforma in un tavolino illuminato e illuminante.
Le strutture delle due lampade sono in metallo verniciato.
Il progetto è nato dal desiderio di valorizzare le sorgenti a led sfruttandone a pieno la versatilità, le ridotte dimensioni ed i bassissimi consumi.
Il risultato è un oggetto quasi immateriale che racchiude un volume “fatto” di luce.

Designer
Marco De Santi
4P1B Design Studio
progetto del 2010
Tags: , , , , , ,

pubblicato il 28.6.2010

votati: 12
media: 3,67

Con l’intenzione di creare una scenografia sempre in movimento, qualcosa che si potesse modificare a piacere a seconda dell’uso, adattabile, versatile, mi sono trovata a stropicciare un tovagliolo di carta durante una colazione.
Iniziai a modellarlo in diverse forme, tutte che potessero farlo raggiungere una certa stabilità ed armonia.
Una di queste forme rapì la mia attenzione e la schizzai. Nella sua semplicità mi ricordò quell’ animaletto dalla forma caratteristica, esile, filiforme ma non per questo debole, capace di adattarsi all’ambiente che lo circonda : l’insetto stecco.
Il nome stesso (IN SET) racchiude in se 3 significati:
IN : Perché pensato per spazi interni
SET: Perché è una quinta, una parete divisoria.
E… senza farlo apposta IN SET : Pronunciato tutto insieme la parola che si compone è in set, insetto.
Come un insetto stecco infatti ha delle grandi gambe che, all’apparenza non reggono, ma in realtà sono molto resistenti. Inoltre ha uno strano modo di muoversi, goffo, ed ogni qual volta si sposta le sue zampe si muovono in modo diverso, disarticolato, ma molto stabile.
In Set è un progetto modulare. Un insieme di quadranti che possono formare svariate figure. Come accennavo In Set è un modulo da comporre a piacere. Pensato per grandi spazi, ma anche per ambienti difficili da gestire, da dividere. In particolar modo la mia attenzione si è rivolta a spazi espositivi, a showroom. Per dividere ad esempio lo spazio esterno (la vetrina), dall’esposizione vera e propria.
E’ possibile vestire In Set per intero, oppure lasciare alcuni quadranti a vista.
Il tessuto elastico regala indubbiamente alla struttura una sensazione tattile che rende piacevole l’interazione con il prodotto.
Ho scelto Voi come eventuale azienda di riferimento in quanto tutti i prodotti Paxton si contraddistinguono per l’alta qualità dei materiali utilizzati, per il design, per le doti di modularità e di semplicità di utilizzo.
Ho scelto un azienda che lavora specificatamente per show room e spazi fieristici, anche se mi piacerebbe farvi sognare, come vi ho già fatto intravedere nel video di presentazione sulla versatilità del prodotto. E’ modulare e per di più lo si può vestire a piacere.
Mi piacerebbe poter trasmettere a chi vedrà il progetto lo spirito di quest’ idea.
Così facendo sarebbe possibile farVi spaziare con la fantasia, affinché possiate immaginarVi In set ambientato non solo in spazi pubblici ma anche in case private, e magari non solo all’interno di 4 mura.

Designer
Elena Rogna
progetto del 2009
Tags: , ,

pubblicato il 14.12.2009

votati: 11
media: 1,27

Arte sacra o design? Un importante riconoscimento a carattere internazionale (menzione d’onore del Premio Internazionale Giovani Designer Adam’o Eva 2008) è stata conferito ad una singolare opera di design.
L’intenzione è quella di interpretare una progetto così delicato ponendo l’attenzione sulla dematerializzazione dei monumenti attuali che si presentano molto spesso come “gravi piattaforme su corpi in ascesa”. Da qui il desiderio di creare elementi non più oppressivi ma eterei che rimandino ad una eventuale resurrezione.
Setti verticali in pietra di Sarnico, lame lineari che si ergono dal terreno e creano una struttura fortemente tridimensionale. Il tutto ammorbidito dalla forma sferica che ne ritaglia la sagoma; ecco si crea così il rimando alla lapide della moglie che non essendo posta nelle vicinanze vuole però essere fortemente ricordata (essa infatti e’ rappresentata da una grande sfera di marmo).
L’opera e’ stata realizzata dalla ditta Paganessi Marmi di Vertova (BG).

Tags:

pubblicato il 16.6.2008

votati: 9
media: 3,78