Design Juice Studio presenta il design di autoproduzione. R.I.P. acronimo delle parole Riuso, Ingegno e Progetto, concetti chiave di questa auto produzione. Il risultato è una serie di prodotti unici, ricavati dal ri-uso di scarti industriali non riciclabili forniti da aziende italiane. L’obbiettivo è quello di riqualificare la materia attraverso un processo progettuale, l’ingegno, in modo che degli scarti, e quindi futuri rifiuti, vengano trasformati in dei progetti che migliorano la vita dell’uomo senza nuocere alla natura.
I prodotti sono interamente “ri-fatti a mano”.

Designers
Laura Curzi, Antonio D'Amato, Diego Nannipieri
designJuice
progetto del 2010
tags: autoproduzione, collezioni, illuminante, rifiuti

pubblicato il 14.6.2010

voti: 10
media: 2,80





Il progetto consiste in un multicontenitore per raccolta differenziata dei rifiuti nelle spiagge. E’ suddiviso in cinque vani, uno per ogni tipologia di rifiuti (plastica, vetro-lattine, umido, secco non riciclabile, carta) e posto ad incastro attorno al palo dell’ombrellone con la possibilità di ruotarlo, il che consente una più facile interazione con l’oggetto e una raccolta differenziata “a portata di mano”! Lo scopo è quello di responsabilizzare le persone verso la tematica dell’eco-sostenibilità e del riciclo e di rendere l’azione autogestibile dai clienti sotto l’ombrellone
che trovano un metodo facile e semplice per riporre i propri rifiuti (bucce di frutti, carte di gelato, bottiglie d’acqua ecc..). Non manca inoltre un contenitore porta-sacchetti bio-degradabili, che vanno riposti nei contenitori e poi cambiati una volta che sono pieni, e un vano posacenere. L’ingombro del prodotto è contenuto e dalle forme semplici per non appesantire una certa esteticità dell’ombrellone stesso nel contesto balneare.

Designer
Laura Terranova
progetto del 2009

voti: 15
media: 3,13

B.A.Sur è un sistema di raccolta manuale dei rifiuti, effettuato utilizzando un contenitore pubblico per rifiuti ed un mezzo per il suo asporto manuale, progettati appositamente e producibili in loco.
Il progetto è pensato per Buenos Aires, dove ogni giorno si producono più di 5000 ton di rifiuti, che finiscono quasi tutti in discarica. Ad occuparsi realmente di riciclo sono i cartoneros, che per la propria sussistenza frugano nella spazzatura nei luoghi pubblici, per classificare e rivendere i diversi materiali. Riescono a riciclare ogni giorno l’11% dei rifiuti.
La città è suddivisa in zone di raccolta, affidate ciascuna ad una cooperativa di raccoglitori, che avranno un percorso fisso e dovranno gestire un certo numero di cassonetti.
Il cassonetto pubblico ha 2 scomparti, per la raccolta differenziata umido-secco, in HDPE riciclato e riciclabile, lavorato per roto-stampaggio. Gli unici elementi aggiuntivi, facilmente assemblabili alla struttura, sono i due coperchi (HDPE), le componenti del meccanismo di apertura e gli attacchi in basso per l’aggancio al carretto – in alluminio riciclato e riciclabile.
Il carretto a spinta, in alluminio, serve a sollevare e traportare il cassonetto in modo facile e veloce. Per caricare il cassonetto, è sufficiente spingere il carretto contro di esso.

Designer
Michele Manzo
progetto del 2010
tags: alluminio, raccolta differenziata, riciclo, rifiuti

pubblicato il 16.5.2010

voti: 10
media: 2,80