Flash Back, una luce sui ricordi. Lampada a sospensione, realizzata con pellicole fotografiche, accesa la luce lascia intravedere l’immagine impressa sulle pellicole. E’ realizzata in fil di ferro che modella le pellicole, quindi è possibile realizzare molteplici variazioni dalla classica sfera a tutte le forme che ci suggerisce la fantasia. La lampadina utilizzata è fluorescente per evitare che le pellicole brucino.

Designer
Letizia Pugliese
progetto del 2008
tags: foto, lampada, sospensione

pubblicato il 13.11.2009

voti: 23
media: 2,39





Una lampada curiosa, scomponibile e innovativa che vuole innanzitutto prendersi cura di noi e come Morfeo, accompagnare i bambini nel sonno più tranquillo e sereno, lontani da paure, timori e oscurità.
Con l’applicazione della fotoluminescenza si cerca di rispondere a bisogni che nascono sia nel’adulto sia nel bambino: la lampada di notte si trasforma, cambia colore e si accende per illuminare il buio.
E’ un oggetto che si evolve continuamente a nostro piacere per dare vita a diverse funzioni e forme, per creare nuove atmosfere, nuove ambientazioni e scenari (le parti superiori della lampada si scompongono trasformandosi in contenitori per pupazzi, sia a muro che a terra,illuminando di notte la stanza) , per essere vivo e presente tra noi.
Un oggetto col quale il bambino può interagire e confrontarsi, diventando così gioco, compagnia, divertimento inconsueto. Inoltre, totalmente ecocompatibile, pensata con materiali riciclabili e funzionante senza l’ausilio di elettricità per la fotoluminescenza.
“Morfeo, nelle sue apparizioni notturne, prendeva le forme delle persone o delle cose sognate. Egli quando inviava sogni popolati da forme umane portava sempre con sé un mazzo di papaveri con cui, sfiorando le palpebre dei dormienti, donava loro realistiche illusioni”. Morfeo era raffigurato con grandi ali che battevano senza far rumore. [cit. Ovidio]

Designer
Eleonora Mariotti
progetto del 2009
tags: design per l'infanzia, lampada, materiali riciclabili

pubblicato il 12.11.2009

voti: 64
media: 3,69

“Punto G” è una poltrona scarnificata e ridotta agli elementi essenziali, è un elemento piano che ripiegandosi su se stesso genera una seduta ibrida. Il profilo a forma di “G” è un segno di continuità materica, un segmento autoportante che unifica le parti e ne consente svariati utilizzi. La poltrona e il pouf, svuotati della loro tradizionale massa, posso essere usati separatamente come sedute autonome, rapide postazioni da lavoro, porta oggetti, oppure chiusi ad incastro nella versione libreria. La poltrona ha un’anima metallica avvolta da un doppio strato di spugna, successivamente rivestita in pelle o in tessuto.

Designer
Giovanni Bartolozzi
progetto del 2009
tags: multifunzione, pelle, pouf, sedute, tessuto

pubblicato il 26.10.2009

voti: 95
media: 3,61