
Tenere viva la memoria della seduta primordiale con una protesi moderna. Questo il senso di Stumm, nome che, nel dialetto lucano, tuttora identifica un tronco basso utilizzato come sgabello da tempi immemorabili. Si suppone che per una questione di peso sia stato abbandonato per la più comoda e leggera sedia, sua diretta evoluzione. E’ sempre il peso alla base di questo lieve intervento: l’aggiunta del manico di un secchio di vernice rende sollevabile e trasportabile Stumm.















