Piacere e impegno. Utile e bello. Bubble, pattumiera per la raccolta differenziata dei rifiuti, nasce come oggetto d’arredamento, che unisce in se estetica e praticita’. Utilizzabile da entrambi i lati sia come porta-utensili, sia come divisorio tra aree funzionali di uno stesso ambiente (utilizzando anche più moduli uguali assemblati tra loro), la pattumiera bubble riprende le fattezze di un’aggregazione di bolle stilizzate con una serie di scomparti dalle differenti dimensioni e colori a secondo del materiale da gettarvi (personalizzabile anche con una serie di texture adesive). L’ideale per chi ha problemi di spazio nel sottolavello e ha la necessità di lasciare in bella vista la pattumiera. Il concept nasce dall’idea delle bollicine effervescenti della bevanda coca cola, che sa infondere brio e ottimismo nel corpo e nello spirito del consumatore. Il contenitore si presenta essenzialmente in due moduli portanti, combinabili tra loro e suddivisi a loro volta in diversi raccoglitori-nicchie irregolari, (come si mostrano le bolle aggregate tra loro) alcuni lasciati vuoti per poter depositare diversi utensili (sacchetti vuoti, spugne, ecc.), altri invece con degli scompartimenti che si aprono e chiudono semplicemente spingendo l’angolo di ogni cassetto con all’interno il sacchetto per il rifiuto specifico. Lo sportello si chiude ad incastro per non lasciare traspirare i cattivi odori. Esso è realizzato interamente in Polipropilene riciclato.


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Nel gioiello il simbolo si salda all’ornamento, ne costituisce l’essenza. “Il simbolico si muove a suo perfetto agio nel caso, nell’imprevedibilità del sentimento, nell’istinto naturale, nell’irrazionalità mistica ed è un concetto ancestrale che abbraccia tutti popoli da sempre”. Il simbolo è un sublimato di sensazioni ed evoca le cose in modo imprevedibile. La sua presenza nel gioiello è in relazione dialettica con quell’elemento poetico e visionario, che agisce concretamente nella realtà di ognuno di noi.
L’ipotesi di partenza è che l’affascinante quanto misterioso mondo delle forme geometrico-naturali, dominato da figure, linee, punti, numeri e formule enigmatiche, sia particolarmente idoneo al design di un gioiello contemporaneo.
Le tecniche sartoriali dell’haute couture, assieme alle stampe inkjet su seta si combinano alla tecnica industriale del taglio chimico su acciaio per dare vita ad una nuova tipologia di gioiello a metà tra design e artigianato, serialità e pezzo unico. Un tentativo di restituire in chi si fa portatore di quel gioiello, un’aurea di mistero e magia. Reazioni, tra il gioiello e il corpo, tra il gioiello e l’altro, tra il gioiello e lo spazio stesso che lo circonda,“Reaction Poetique”.

Designer
Chiara Scarpitti
studio Gioiello Contemporaneo
progetto del 2010
tags: acciaio, artigianato, autoproduzione. brands, gioielli

pubblicato il 2.2.2011

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Fences Cut trasforma un angolo di giardino in un piccolo e curioso gioco utile per i grandi e divertente per i bambini. È una staccionata da utilizzare per delimitare spazi di gioco per bambini e creare barriere di confine, come appoggia-abiti e accessori del bimbo stesso, come recinzioni per vialetti pedonali etc. Ma anche per delimitare in maniera giocosa delle piante nel proprio giardino. Fences Cut rimanda al girotondo di bambini e bambine ritagliato nella carta con la tecnica del papercutting, un modo simpatico per rileggere il proprio passato e mettersi in gioco per il futuro.

Designer
Alessandra Barbato
per SUN LAB
progetto del 2010
tags: accessori, attrezzi da giardino, outdoor design, SUN.LAB

pubblicato il 21.1.2011

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